venerdì 28 marzo 2014

Abituarsi alla lettura. E' davvero così difficile?



Quante volte abbiamo detto:" vorrei tanto leggere un libro, eeeh se solo avessi più tempo".
La bugia più a portata di mano che abbiamo, quella del tempo.
Eppure basterebbe trovare il giusto compromesso, qualcosa che ci porti a credere che "leggere" non è come una dieta drastica, non è un percorso di rinunce o un male autoinflitto. Avete mai pensato che leggere, potrebbe essere semplicemente una buona abitudine? Beh, più che buona direi. 

A onor del vero, Julien Smith, esperto di social web, prova a suggerire piccoli ma preziosi piani giornalieri, in grado di cambiare il nostro rapporto con la lettura. Non bisogna essere letterati, e non c'è nemmeno bisogno di dilatare il tempo, immaginando che ci è concesso leggere solamente nel corso di una giornata ideale, che so, di 40 ore(?). Il problema fondamentale è la pigrizia. Inutile negarlo. Siamo pigri quando pensiamo che vorremmo leggere un libro, magari andiamo in libreria e ne prendiamo uno, entusiasti e convinti che appena tornati a casa il tempo per aprire quel libro, ci sarà senz'altro. Lo troveremo di sicuro. E invece non andrà così. A me capita di fare avanti e indietro, dalla camera da letto alla cucina, senza nemmeno notare più quel libro nuovo sul comodino. Appoggiato lì, come tutte le cose che passano in secondo piano, quelle destinate a quel tristissimo:"appena ho tempo penso a te".

Ma non devi avere tempo per leggere, devi avere la voglia. Devi sentirne il bisogno e devi immaginare che la tua idea di lettura, somigli esattamente alla più più preziosa delle abitudini che tu possa concederti. E poi diciamoci la verità, quando riusciamo nell'impresa, quando chiudiamo l'ultima pagina di un libro (sul quale stavamo da sei mesi...) ci sentiamo sopraffatti dalla nostra autostima, ci sentiamo fieri, supereroi. Non è così?

Io vorrei pormi un nuovo obiettivo oggi, e vorrei che lo faceste anche voi. A me basta anche solo che ci facciate un pensierino, e ci proviate. Voglio seguire alla lettera quanto dice Julien Smith. Alla domanda "Perché è importante leggere tanto?" lui risponde così:

"Ti fa sentire benissimo. Ti dà una quantità incredibile di idee. Ti aiuta a pensare in maniera più profonda. È meglio della tv e perfino di internet. Ti aiuta a capire il mondo. È il mattone che costruisce l’abitudine di portare a termine le cose. Vabbè, la faccio corta, fatelo e basta.
Perché decidere di leggere così tanti libri, perché non semplicemente “leggere di più”? Penso che avere un obiettivo irraggiungibile come un libro a settimana in realtà aiuta. Per fare un confronto, il corpo reagisce con forza alle grandi ferite, e usa molte energie per guarirle. Si cura meno invece delle piccole ferite, e di conseguenza i tempi di guarigione si allungano. Quindi darsi un obiettivo alto ti aiuterà ad affrontarlo con serietà. Questo è il primo punto. Datevi un obiettivo irraggiungibile così da mettervi addosso un po’ di pressione".
(Fonte Internazionale)

Ebbene, voglio credere in me, voglio credere che 40 pagine al giorno possano diventare davvero una buona abitudine. Voglio ritrovarla, perché un tempo l'avevo. C'è chi crede che il cinema, un po' non aiuti in questo senso. Perché le immagini ci rendono pigri, ci fanno perdere l'interesse e la pazienza, verso quelle storie scritte e non raccontate per immagini. Chi lo sa se è vero, io non credo sia questo il problema, e non accuserei mai il cinema per aver perso IO,  l'abitudine di leggere tanto, e spesso. 

Dunque avete capito bene. Se riuscite a leggere 40 pagine al giorno, arriverete a una media di 50 libri l'anno. Un libro a settimana. Vi rendete conto? non ci rimane che provare. Io lancio la sfida e vi annuncio subito il primo libro di questo che, sarà senz'altro, il più bel "gioco" della mia vita...



E voi, con quale libro pensate di iniziare?
(Perché lo farete, vero?)



17 commenti:

  1. Io leggo tantissimo, anche se sono mono-genere. In effetti ti apre mondi nuovi e stimola fantasia e immaginazione. Sono d'accordo con le 40 pagine al giorno, una volta presa l'abitudine non riuscirai più a smettere di leggere ;)

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  2. Ma infatti Nico, io credo che non conti "cosa" leggiamo, ma che si legga e basta. Qualsiasi cosa, anche solo per non perdere l'abitudine o, per ritrovarla. Io prima leggevo molto, quando andavo all'Università per assurdo, trovavo pure il tempo di deliziarmi in letture extra. E di tempo lì davvero credevo di non averne. Eppure lo trovavo. Poi con i bambini ho iniziato ad allentare, riponendo tutta l'attenzione in quei ritagli di tempo prezioso, a qualche film da recuperare. Se riuscissimo a trovare gli incastri giusti, tutto diventa naturale e diventa appunto, abitudine. Missione "più libri" attivata. Speriamo vada a buon fine. =)

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  3. Lettrice avida da sempre, al momento ho un pò rallentato (la sera spesso schianto addormentata)..sul mio comodino ora c'è splendore della tanto amata Margaret Mazzantini...ma non sono troppo convinta...ah...ci sarebbe un premietto per te dalle mie parti!!

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  4. Beatrix conosco bene quella sensazione di schianto sul letto. Ahahah, chissà perché... ^_^
    Ma che davvero??? Arrrivo. ;-)

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  5. In realtà io il tempo lo trovo tutti i giorni, solo che lo riservo alla sera, così c'è il giorno in cui riesco a leggere decine di pagine e quella in cui sono sopraffatta dal sonno dopo due...poi devo leggere anche per lavoro, quindi posso talvolta unire le due cose, ma sicuramente qualche pagina al giorno ci aiuta a rilassarci con noi stessi, timolando allo stesso tempo la riflessione e la fantasia! :)

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  6. Quando penso sull'importanza di leggere penso sempre a "Come un Romanzo" di Daniel Pennac.
    Quel libro mi ha ri-acceso la voglia di leggere!

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  7. Athenae io ho notato questa cosa: se ho il "dovere", se mi fisso un obiettivo so che riesco a farlo. Di giorno, di notte non fa differenza. Me ne sono accorta proprio in questa ultima settimana, preparandomi per la presentazione del libro di De Sica. Al di là del fatto che il libro mi abbia particolarmente presa, fin da subito. Ma credo abbia influito il mio senso del dovere in un certo senso. Sapere che "dovevo" farlo per un obiettivo, fine. Mi ha aiutato. E gli impegni sono stati sempre gli stessi, così come il tempo a disposizione. Ma il miracolo se vogliamo avviene, eccome. =)

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  8. Marco sai che mi manca? Lo voglio leggere. =)

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  9. sono stata una bambina enormemente fortunata: la SuperMamma me la ricordo da sempre con un libro in mano, ragion per la quale è stato bello condividere con lei questa passione, che ancora esiste ed è pregnantissima dentro di me...

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  10. Una grande fortuna e un enorme dono, è vero Patalice! Quelle cose che ti rimangono e non vanno più via. Bellissimo!!! =)

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  11. eh eh devo dire che mi hai invogliato...io sono un ex lettore compulsivo di libri, ne ho divorati in gran quantità ma da un po' ho smesso di leggerne...diciamo che leggo lo stesso molto ma non sono libri di narrativa...più che altro cose inerenti alla professione e cose di cinema...sul fatto che sono pigro hai fottutamente ragione...

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  12. Bradipo ma la pigrizia tanto riguarda un po' tutti, mi ci metto anche io. ;-)
    Spero di averti fatto venire davvero quella voglia, perché se riuscissi a riprendere in mano un libro e piano piano riabituarti alla lettura come una volta, io ne sarei felicissima. Famm' sapè, mi raccomando. Io sono partita ieri!!! ^_^

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  13. Mi ricorda una frase del numero 8 di John Doe: non leggo perché non ho tempo, la scusa di chi non legge...
    Bel post e bella iniziativa, ma non concordo in pieno. Io leggo molto da sempre, da che son piccolo, eppure ricordo che quando lavoravo in fabbrica e facevo turni massacranti da 10 ore quando arrivavo a casa l'idea di leggere qualcosa era l'ultima che mi veniva in mente a causa della stanchezza - sia mentale che fisica. Poi bisogna tener conto di molte cose, in primis dall'ambiente culturale dal quale viene un certo individuo e da come è stato educato, sennò per quanto bella come iniziativa credo sia destinata a cadere fin da subito...
    Poi ci sta che una persona non legga, ognuno è fatto alla sua maniera (e lo dice uno che ha scritto un libro), l'importante è non smerdare questa forma d'arte a prescindere. Io ad esempio non apprezzo/capisco la poesia, ma non per questo dico che sia un qualcosa di stupidi. L'importante per me è quest'ultimo passaggio.

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  14. Sì Giacomo, credo ci siano casi in cui davvero rimane difficile ritagliarsi del tempo per leggere. Sono d'accordo sul "come" un lettore ideale o no, venga educato o anche semplicemente sul concetto di "libertà". E' chiaro che qui si promuove la lettura e tu, sai meglio di me, che nella peggiore delle ipotesi non conterà vittime sulla coscienza, anzi. Io comunque sono per il "leggere di tutto e di più". Esclusi Fabio Volo et similia. =)

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  15. io trovo il tempo per leggere,sempre. Sono anche "fortunato" avendo a disposizione 10-11 ore al giorno di lavoro in edicola,quindi quando non c'è nessuno leggo.
    Bel post,comunque eh ^_^

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  16. Non sono costante, lo ammetto. Posso leggere un libro in un giorno e metterci un mese per finirne un altro. Per quanto io adori leggere, e abbia sempre un libro in lettura, non sempre trovo il tempo per dedicarmici quanto e come vorrei.

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  17. Non so se sia utile "imporsi" delle pagine prestabilite ogni giorno. Secondo me i veri lettori riusciranno a mantenere un buon ritmo comunque. Certo, ci posso essere le giornate no, o anche la settimana no, ma un vero lettore prima o poi sentirà sempre il bisogno quasi fisico di dedicarsi ad un libro.

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