lunedì 10 luglio 2017

Joshua, di Massimiliano Riccardi



"Non c'è proprio un cazzo di epico o di bello nella morte. Solo dolore, paura. Talvolta egoistico sollievo, se sei sopravvissuto".

Nella letteratura, nel cinema, l'immagine della morte scorre davanti ai nostri occhi cambiando volto e abitudini, talvolta impudente, altre poco più accorta e silenziosa. Ma le conseguenze spesso si somigliano, i morti pure, il dolore, la fine.
Se c'è una cosa che invidio a certi scrittori, è la capacità di planare sulla violenza, sul male della vita, e raccontarlo senza uscirne a brandelli.
Non so come ne sia uscito Massimiliano Riccardi, io però se scrivo due volte di fila morte e sangue, mi si comincia ad arrovellare lo stomaco, vado nel panico, mi immobilizzo.

La storia più difficile da raccontare, è quella che porta nel buio dell'anima.
E qui ci si perde, fino a non trovarsi più.

Il protagonista, Joshua, è un uomo vinto dal male, dalla vita stessa che lo ha privato di tutto. Un animale solitario, capace di mimetizzarsi ovunque, meglio ancora se tra la bella gente, insospettabile, a prima vista amabile, composta. Eppure il male ha questa abitudine di instaurarsi lì, nella normalità apparente, sotto la camicia stirata a puntino.
Dove non si sente nemmeno la puzza e il vuoto che hai dentro è introvabile, troppo radicato.
Sullo sfondo di un romanzo dalle tinte noir, ambientato nella provincia americana, si respira l'idea di fondo che il male è fin troppo democratico. Arriva dove vuole.
L'autore gioca con la sua abilità di narrare senza fronzoli, con la mano leggera ma sapiente, e con quella maturità di stile che è molto rara per un esordiente.
Joshua è un libro oscuro, il personaggio ha un non so che di Dexter Morgan. Chi lo sa se certi parallelismi sono voluti oppure no... 
Tuttavia quel che resta è esattamente un vuoto, incolmabile, o peggio, di quelli che puoi riempire solo vivendo al limite della follia e della solitudine.
Ma un buon libro ti salva.
Ti salva sempre.

10 commenti:

  1. Ma che bella recensione, che bel regalo Valentina. Grazie di cuore. Mi hai reso onore. Un bacio grande come una casa.

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  2. Grazie a te Massi. E complimenti sinceri...
    P.S. a quando il prossimo? =P

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  3. Vero Patricia. Le mie sono parole scritte di getto, appena terminata la lettura. =)

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  4. Spero entro questo mese, dipende dall'editore.
    Grazie ancora valentina.

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  5. Ho letto diverse recensioni, ma la tua è la migliore.
    Grazie.
    Ciao Valentina.

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  6. Allora attendiamo fiduciosi e impazienti. In bocca al lupo Massi!

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  7. Purtroppo anche a me, morte e sangue, fanno lo stesso effetto che provocano a te, quindi tendo ad evitare di "planare" sulla violenza.

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  8. @ Valentina ti ringrazio ancora.
    Per rispondere alla tua domanda ti dico no, Joshua non ha nulla a che vedere con il personaggio di quella serie, almeno credo. La personalità è riconducibile a una persona viva e reale che ho conosciuto in carcere. Ovviamente l'ho caratterizzato influenzando il personaggio con peculiarità rubate ad altri tipi umani che ho conosciuto. La vicenda ha basi reali.
    @ Franco, intanto grazie, per il resto la violenza è del tutto marginale e funzionale per parlare d'altro. Credo che quella di Joshua sia una gran bella storia.

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